Il giornalino di Candy Candy
Questa presentazione richiede JavaScript.
Il Gruppo editoriale Fabbri editò un settimanale, dall’ottobre 1980 al dicembre 1987,tutto dedicato a Candy e al suo mondo, su cui venne proposta la traduzione integrale del manga, primo ufficiale esperimento tentato in Italia, che coprì i primi 77 numeri per poi ritornare in ristampa tra il 1984 e il 1985. La versione era colorizzata, con alcune aggiunte arbitrarie, ma si vedeva il valore dei disegni di Kyoko Mizuki e Yumiko Igarashi. Dopo fu pubblicato per quasi tre anni un seguito non eccezionale disegnato nel nostro Paese, con complicazioni di trama e nuovi personaggi curioso comunque perché veniva imitato (non molto bene!) lo stile giapponese. La trama però era troppo incasinata e assurda, a tratti infantile, a tratti incoerente.
Agli amici di Candy vennero affidate dal numero 23 diverse rubriche, anche ben fatte, con dei consigli che molti di noi si ricordano ancora adesso: Candy si occupava dell’amicizia, dei problemi in famiglia e con i genitori e dei consigli di cuore, Annie di bellezza, moda e ginnastica (erano gli anni di Jane Fonda e dell’aerobica), Archie di musica leggera (da rileggere le sue pagine per vedere tutta una generazione di artisti), Stear di sport e sportivi (anche qui si scoprono miti di un tempo), Patty di spettacolo e shopping di vario tipo, Terence di viaggi ed eventi, Klin di animali, ottenendo, tra l’altro, per un certo periodo, un gradevole risultato anche per la storia del costume. Non è stata dedicata una rubrica ad Albert (qualcosa sull’ambiente poteva andare bene)e tantomeno a Neal ed Iriza (facce da culo!!!!!!!!!!!!!!!!!!).
Sul giornalino di Candy vennero pubblicati anche altri manga originali, in versione colorizzata, alcuni integralmente, altri parzialmente.
Luna, di Chieko Hara, romantica storia del secolo scorso tra zingari e nobili, di una ragazza che diventerà pianista e scoprirà le sue vere origini;
Susy del Far West di Yumiko Igarashi, l’epopea del West vista da una ragazza, sull’onda del successo de La casa nella prateria;
Kitty la stella del circo sempre della Igarashi, una storia appassionante sotto il tendone del più grande spettacolo del mondo;
Alice, sempre della Hara, storia di una pianista in Inghilterra, dei suoi amori e dei suoi successi;
le short stories Rosa pasticcio e Primo amore di Riyoko Ikeda, cronache scolastiche e primi amori;
l’adattamento di Via col vento, non male per chi non ha ancora avuto abbastanza della storia di Rossella, purtroppo troncato perché forse diventava troppo esplicito;
Georgie di Yumiko Igarashi, la nuova Candy più hard, in versione edulcorata e censurata dal finale che è stato possibile leggere anni dopo nella versione Star Comics;
Lady Oscar, di Riyoko Ikeda, anche qui in versione molto edulcorata e con un improbabile lieto fine che non ha ingannato nessuno;
Purtroppo però prevalse una tendenza puritana, e furono censurati diversi manga, in particolare Via col vento, Georgie e Lady Oscar: il giornalino di Candy non seppe inventarsi una nuova vita come punto di riferimento per le teen agers sulla strada per diventare otaku e questa fu una delle ragioni per cui il giornalino di Candy si avviò verso un rapido declino. Con il senno di poi, sarebbe potuto essere gestito molto meglio, ed è un peccato che non sia rimasto come punto di riferimento in edicola: in ogni caso ha continuato a vivere nel cuore degli otaku di prima generazione.
1. Parallelamente al giornalino di Candy uscivano i raccoglitori, colorate copertine con immagini spesso originali;
2. Tutta l’editoria e la gadgettistica su Candy trovò il suo punto di partenza proprio dal giornalino di Candy e spesso venivano usate immagini originali;
3. Il giornalino di Candy diede allegati diversi gadget, come album delle figurine, adesivi, cartoline, bamboline di Candy di carta;